Ragazze come avatar, sospese in un mondo a metà tra Final fantasy e Second life. Ragazze per metà Cosplay e per metà Goth lolite. Sembrano uscite solo ieri da Hara-juku, il vicolo di Tokyo dove sono nate le ragazze che negli anni ottanta si sono per prime opposte alla severità del sistema Giappone contaminando le divise scolastice con gadget di ogni tipo. Ragazze che non ci stanno a giocare il gioco delle regole pre-scritte della società e che salutano e se ne vanno in un mondo alternativo. Vita parallela nella luminescenza dello schermo PC. La seconda vita dietro lo specchio.
Per la cronaca, quelle di Marta Lanzius non sono fotografie, ma questo ormai lo diciamo solo per la cronaca perché la cosa in sé non importa più nessuno. Nemmeno a Marta, che, forse, nemmeno esiste.












































































































































































