In tutta sincerità, alcuni dei lavori di Mario Rossi mi risultano incomprensibili.
Cioè, non incomprensibili, più banalmente non mi spiego perché uno si metta a fare quel tipo di ricerca lì.
Fatta questa premessa, alcuni dei paesaggi e polittici però mi affascinano.
Probabilmente sarà il mio essere progettista, il mio amare le strutture, le griglie, i sistemi in cui il processo e’ alla base di tutta la faccenda.
Quelle robe generative in cui stabilisci una serie di regole semplici, poi schiacci il tasto “play” e si vede che succede.
Tra i vari lavori, questo polittico mi sembra particolarmente ben riuscito.
In effetti è forse un po’ manierista rispetto all’ hockney delle polaroid e delle piscine.
però, forse, ci può anche stare….
non so.
Ci devo ragionare.
Però, è un lavoro che mi piacerebbe avere pensato io (e quando viene fuori un po’ di invidia è sempre un buon segno…)












































































































































































