Alessandro Viganò si racconta a Jpeggy.
Come racconto il mio progetto.
Fortuna.
Ero a Rimini a casa di un amico. Quella notte ha nevicato, e la mattina dopo mi sono catapultato in riva al mare a fotografare la spiaggia con la neve.
Ho cercato di raccontare questo forte contrasto tra l’immaginario comune che si ha di queste zone, tipicamente estivo e chiassoso, e lo scenario invernale nel quale mi sono trovato proiettato, bianco, silenzioso e ovattato, come solo la neve sa creare.
La qualità che desidero in uno scatto
Suscitare emozione + armonia compositiva.
La qualità che preferisco in un’immagine
Suscitare emozione + armonia compositiva.
Il mio principale difetto.
Pigrizia
La mia occupazione preferita.
Dormire, Guardare Film, Fotografare, suonare la tromba e altro… (si può dire)?
Il mio sogno di felicità.
Peace.
Quel che vorrei essere.
Una manta gigante.
Il paese dove vorrei vivere.
Un’isola, Forse l’isola che non c’è.
Il fotografo che preferisco.
Richard Avedon, Peter Lindbergh.
La tecnica che preferisco.
Quella disponibile al momento giusto.
I cattivi maestri.
Tarpano le ali. Non dovrebbero esistere.
Il miglior libro fotografico.
“SUMO” di Helmut Newton.
Quel che detesto più di tutto.
La prepotenza e l’arroganza.
L’impresa che ammiro di più.
Il giro del mondo a vela di un ragazzina di 16 anni.
Il dono di natura che vorrei avere.
Le ali.
La professione che non ho fatto
L’architetto.
Stato attuale del mio animo
Quasi Confuso.
Il mio motto
Alla fine delle note chissenefrega!













































































































































































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