Natalino Russo si racconta a Jpeggy.
Come racconto il mio progetto.
Ho preso in mano la macchina fotografica molto presto. Ero in quarta elementare quando ho scattato le prime fotografie. Mi divertivo a fare esperimenti: doppie esposizioni, scie con tempi lunghi, sviluppi in bianco e nero in una camera oscura improvvisata. Ero affascinato dalla tecnica, e il mezzo non mi ha mai messo soggezione. L’ho visto subito come uno strumento dalle infinite possibilità. Dal primo momento mi è piaciuta la possibilità di giocare con la forza delle immagini. La fotografia ha un potenziale controverso: consente di dimostrare la verità ma anche la menzogna, di documentare luoghi per preservarli o per colonizzarli. È come la ricerca scientifica, che aggiunge gocce al mare del sapere, e chiunque può attingervi, per ogni scopo. Il fotografo è un ricercatore, quindi, e come tale deve essere cosciente dell’enorme potere racchiuso nelle sue mani. Ciò è emozionante e richiama alle proprie responsabilità.
Il tratto principale della mia ricerca fotografica.
Ciò che meno mi interessa nel mio lavoro fotografico è la narrazione autobiografica. Tanto quella è inevitabile: il racconto di sé è implicito in ogni lavoro. Cerco di concentrarmi sulla descrizione di ciò che vedo.
La qualità che desidero in uno scatto
Emozionare senza artifici, con la semplice descrizione della realtà.
La qualità che preferisco in un’immagine
La storia che inevitabilmente contiene.
Il mio principale difetto.
Ho trascorso quasi dodici anni a Napoli; quella città mi ha reso diffidente. Spesso la mia mancanza di fiducia verso gli altri mi impedisce di approfondire le relazioni. Eppure, paradossalmente, ovunque vada mi fido di tutti. Ho scoperto così tante belle persone.
La mia occupazione preferita.
Dormire. Poi scrivere, leggere, viaggiare.
Il mio sogno di felicità.
Di tanto in tanto svegliarmi. Per prendere coscienza dei miei sogni.
Quel che vorrei essere.
Me stesso. Onesto fino in fondo.
Il paese dove vorrei vivere.
L’Italia. Pensata però come il paese in cui vorrei vivere, non come lo sciagurato paese in cui vivo.
Il fotografo che preferisco.
Ce ne sono tanti, tantissimi. La fotografia è come la musica, uno sterminato universo di immagini, tra le quali è difficile scegliere e dichiarare con sicurezza: “Ecco, mi piace questa”.
La tecnica che preferisco.
Nessuna in particolare.
I cattivi maestri.
Se sono maestri sanno di essere cattivi, quindi sono in mala fede. Se sono soltanto cattivi non sono maestri, quindi restano innocui.
Il miglior libro fotografico.
Probabilmente i migliori libri di fotografia sono quelli che mettono voglia di partire, anche solo per voltare l’angolo dietro casa. Spesso si tratta di libri che non contengono nemmeno un’immagine stampata, ma tante parole. Forse i migliori libri fotografici sono i romanzi.
Quel che detesto più di tutto.
Volgarità, meschinità, falsità, opportunismo.
L’impresa che ammiro di più.
Quelle di chi lavora ogni giorno nei posti e con le persone disagiate. È un lavoro duro, che ha molto a che vedere col quotidiano e pochissimo con la gloria. Un lavoro silenzioso che meriterebbe di essere raccontato di più.
Il museo che più apprezzo.
Quello che non abbia ragnatele ma forti correnti d’aria.
Il dono di natura che vorrei avere.
La salute. Mi accontento di poco.
La professione che non ho fatto
Il geomorfologo. Ho sempre avuto una passione per la natura nelle sue diverse espressioni. Mi piace la forma delle cose, il loro aspetto esteriore, che spesso è sostanza. Non sempre, ma spesso. E poi chi osserva la natura fa il mestiere del fotografo.
Stato attuale del mio animo.
A volte mi sento come la campagna, come l’aria sul farsi più scure le nuvole, prima che piova.
Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza.
Ciascuno vive e paga in conseguenza delle proprie azioni. Non di fronte a un dio qualsiasi, che sarebbe troppo comodo; bensì di fronte alle leggi degli uomini.
Il mio motto
Nessun uomo è un’isola. Una frase bellissima di John Donne.













































































































































































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