Benvenuti

Una mostra classica sappiamo già come funziona, inutile ripeterla.

Dunque su jpeggy, fotografi e curatori hanno sperimentato nel corso del 2009 una nuova forma di exhibition, attorno al tema "the medium is the message".

Annuncio, raccolta di materiali, selezione, esposizione, sono avvenuti interamente su Internet.

Flickr > la nuvola di jpeggy > le 52 foto scelte dell’anno > nuovi talenti > esplorazione > apertura.
Progetto: Portraits
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Portraits   

(segnalato da Francesco Jodice)

Ritratti garbati di volti garbati. Più interessanti le fotografie dei “dialoghi”, due persone colte a metà di una frase, molto cinematografiche e con una certa tensione. Flickr è un problema, enorme, pertanto va bene fare di necessità virtù.

Un commento a “Giorgio Sancristoforo”

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    Jpeggy:

    Giorgio Sancristoforo ha iniziato quasi dieci anni fa a lavorare con il suono, precisamente nel sound design per la musica, la pubblicità e l’arte digitale.
    Il lavoro, con gli anni, lo ha portato sempre più a stretto contatto con l’immagine anche grazie a lavori di montaggio offline in pubblicità e studiando fotografia da autodidatta.
    Nel 2006 ha scritto e diretto 10 mini documentari sulla musica elettronica per MTV, e l’anno seguente il progetto è diventato un libro/dvd edito da Isbn edizioni (TECH STUFF – Manuale video di musica elettronica). Attualmente la sua “residenza artistica” si trova in Agon a Milano per una serie di installazioni.
    Di tanto in tanto scrive software musicali.

    Film e fotografia sono diventati strumenti importanti per lui. Del suo approccio alla fotografia dice: “Amo la pellicola che sviluppo a mano nel mio studio. A volte tento di rovinarla con soluzioni chimiche o lasciandola in cantina a coprirsi di polvere e graffi. E’ un modo di procedere che ho ereditato dai miei gusti musicali, ma in fin dei conti, più semplicemente è l’espressione di un rapporto endemico con la malinconia, che mi porta sempre a cercare immagini lontane, cariche di un’idea di memoria. In generale mi entusiasmano tutti i mezzi che hanno un forte grado di imprevedibilità, che mi aiutano a catturare l’onirico, il fragile e l’etereo, come il super8 o le piccole Harinezumi. Accarezzo l’idea di potermi muovere trasversalmente nella tecnologia con una sorta di leggerezza Calviniana, trovando il piacere più acuto nei suoi limiti e imperfezioni in un gioco di equilibrio su entità sottilissime, tentando per quanto possibile, di plasmarla in un’immagine dell’anima.”




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