Federica Maretti, l’autore di “Onirica” si racconta a Jpeggy.
Come racconto il mio progetto.
Questo scatto nasce dal progetto di un gruppo di fotografi, una riflessione personale sul sogno. Ho voluto rappresentare la mia idea di sogno, il mio rapporto personale con la materia onirica: laborioso, a volte confuso eppure illuminante.
La qualità che desidero in uno scatto
Mi interessa che comunichi in modo naturale con chi lo guarda.
La qualità che preferisco in un’immagine
Non mi importa la qualità, mi piace se le interferenze disturbano l’immagine e ne svelano aspetti inconsueti
Il mio principale difetto.
Sono una sognatrice persa
La mia occupazione preferita.
Leggere, cucinare e ovviamente fotografare
Il mio sogno di felicità.
Volare in alto, libera
Quel che vorrei essere.
Una grande fotografa!
Il paese dove vorrei vivere.
In Italia
Il fotografo che preferisco.
Mimmo Jodice
La tecnica che preferisco.
Non ce n’è una in particolare, mi piacciono tutte le tecniche che aggiungono qualcosa in più alla realtà senza snaturarla, aprendo porte di mondi sconosciuti
I cattivi maestri.
Quelli che copiano gli altri e non sono se stessi
Il miglior libro fotografico.
Polaroid di Carlo Mollino. Un capolavoro di sensualità ed estetica.
Quel che detesto più di tutto.
Quando una fotografia appare finta senza un vero motivo.
L’impresa che ammiro di più.
Saper rendere la naturalezza di un gesto.
Il museo che più apprezzo.
Il Guggenehim di New York, insuperabile contenitore e il Centre Pompidou, perché è un vero laboratorio culturale, magnifico!
Il dono di natura che vorrei avere.
La sintesi.
La professione che non ho fatto
La curatrice museale
Stato attuale del mio animo.
Speranzoso e curioso
Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza.
L’ingenuità e la caparbietà
Il mio motto
If you want to kiss the sky better learn how to kneel













































































































































































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