Giulia Casula l’autore di “Panorama Presente” si racconta a Jpeggy.
Come racconto il mio progetto.
Nato da un ritrovamento casuale di vecchie cartoline anni ’60, il progetto si sviluppa usando l’immagine-cartolina come strumento di scomposizione e analisi del paesaggio.
Un’ immagine obsoleta di passato per evidenziare tratti di presente.
Il tratto principale della mia ricerca fotografica.
L’attenzione per la memoria dei luoghi e per quegli aspetti della vita quotidiana banali, invisibili, dimenticati.
La qualità che desidero in uno scatto.
La corrispondenza con il concetto che sta dietro l’immagine.
La qualità che preferisco in un’immagine.
L’essere esatta e allo stesso tempo ambigua ed evocativa.
Il mio principale difetto.
Sono una persona vorace.
La mia occupazione preferita.
Guardare, ascoltare, leggere.
Il mio sogno di felicità.
Non riesco (ancora) a immaginarlo.
Quel che vorrei essere.
Una skipper giramondo.
Il paese dove vorrei vivere.
Per un po’ mi piacerebbe un isolotto nel Nord dell’Oceano Atlantico.
Il fotografo che preferisco.
Luigi Ghirri vs Franco Vaccari, non riesco a scegliere.
La tecnica che preferisco.
Il fai da te.
I cattivi maestri.
Sono minacciosi.
Il miglior libro fotografico.
L’ultimo libro comprato : The Nature of Photographs by Stephen Shore, A Primer , Ed PHAIDON.
Quel che detesto più di tutto.
Quando cammino sotto la pioggia e mi trovo vicino a una pozzanghera proprio mentre passa un’auto in corsa…
L’impresa che ammiro di più.
Quella di Noè con la sua arca, esemplare nel far combaciare etica e azione.
Il museo che più apprezzo.
Il museo immaginario delle isole Eolie di Bruno Munari a Panarea.
Il dono di natura che vorrei avere.
La trasparenza.
La professione che non ho fatto.
La ballerina.
Stato attuale del mio animo.
Gassoso.
Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza.
Le mie.
Il mio motto.
Alzati e cammina.













































































































































































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