Benvenuti

Una mostra classica sappiamo già come funziona, inutile ripeterla.

Dunque su jpeggy, fotografi e curatori hanno sperimentato nel corso del 2009 una nuova forma di exhibition, attorno al tema "the medium is the message".

Annuncio, raccolta di materiali, selezione, esposizione, sono avvenuti interamente su Internet.

Flickr > la nuvola di jpeggy > le 52 foto scelte dell’anno > nuovi talenti > esplorazione > apertura.

Progetto

Jpeggy è nato nel 2009 come un progetto volto all’elaborazione di un nuovo concetto di comunicazione e condivisione di progetti fotografici. In cui la fotografia è vista come materia base dell’espressione artistica contemporanea.

La mostra standard la conosciamo tutti: c’è un curatore, un tema, vengono scelti alcuni fotografi, questi danno le stampe. Le stampe vengono esposte in uno spazio fisico, se si è fortunati c’è il budget per un catalogo. Fine del progetto.

In questo caso, il tutto è sperimentale: si lavora su un formato inusuale, c’è pur sempre un tema. Ma il gruppo dei curatori è eterogeneo. E c’è Telecom Italia con Amaci (l’associazione musei d’arte contemporanea italiani) che supportano il progetto.

Un progetto dove curatori/selezionatori e fotografi accettano di mettersi in gioco, di provare a verificare alcune ipotesi non in termini astratti ma usando il progetto come terreno di prova empirica (con tutto quello che ciò comporta).

Il messaggio è “the medium is the message”.

Il lavoro di ricerca fotografica è pensato per una fruizione avanzata, con interfacce di visualizzazione molteplici.
E nuova è la modalità di comunicazione delle proprie ricerche che non è flickr, non è un blog, né un sistema “chiuso” ma un sistema misto, strano, a tratti sorprendente.

Le istruzioni d’uso erano semplici:

Gli “autori” rispondevano all’invito postando un’immagine nella pagina Flickr dedicata al progetto. I curatori periodicamente selezionavano le immagini che passano da Flickr a jpeggy ed entrano a far parte della “cloud”, una nuvola di immagini che funzionava e funziona ancora come interfaccia principale di fruizione/comunicazione. Ogni settimana per un anno ogni curatore ha selezionato dalla cloud un’immagine che è andata a comporre il portfolio dei cinquantadue autori dell’anno, cui è dedicato questo blog di approfondimento.

flickr > cloud > blog

È una struttura portante abbastanza inaspettata (in genere i sistemi Flickr e blog sono aperti, mentre le cloud sono di tipo “chiuso”, noi mescoliamo le due modalità).
Tornando al processo, sulla base dei contenuti caricati sulla pagina “cloud”, il gruppo dei curatori non ha scelto il più bravo; più semplicemente, ha scelto quel lavoro che aiuta a definire meglio la ricerca/progetto complessiva. Quel lavoro che se scelto dà molta più energia e forza all’intero progetto.

E adesso? Un anno fa abbiamo concluso questa pagina scrivendo:

“Se tutti quanti sono stati bravi e intelligenti (fotografi, curatori…) con Jpeggy avremo inventato una modalità di comunicare il lavoro fotografico che prima non esisteva.”

Siamo stati bravi e intelligenti?
Non lo sappiamo, ma comunque abbiamo inventato una modalità di comunicare il lavoro fotografico.
Il primo anno di sperimentazione Jpeggy è concluso.
Quindi stiamo lavorando a un nuovo, ulteriore percorso. Facendo tesoro di quanto imparato insieme e innovando nella direzione della contemporaneità, che nel frattempo – passato un anno-internet – è evoluta!

jpeggy è un progetto pensato da Telecom Italia in collaborazione con Amaci e con i curatori Giacinto Di Pietrantonio, Flavia Fossa Margutti, Francesco Jodice, Susanna Legrenzi, Filippo Maggia, Stefano Mirti, Massimo Pitis.